Nano-cibo: il prossimo terrore dei consumatori?

Posted on 30/julho/2008

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Reuters – Mer 30 Lug – 18.57

Depois dos alimentos geneticamente modificados e derivados de clonagem, chegam as mesas os nano-alimentos. São alimentos modificados a nível molecular.  O argumento é o mesmo de sempre melhorar a qualidade e a polêmica também: Faz bem ou mal a saúde?
Veja a notícia abaixo. Em italiano.

ORLANDO, Florida (Reuters) – Coloro che già si preoccupano dell’arrivo sulle nostre tavole di cibi geneticamente modificati o derivanti da clonazione, potrebbero trovare presto sui banchi del supermercato nuovi prodotti che potrebbero far storcere loro il naso: i nano-cibi.

Alcune associazioni per i diritti dei consumatori che hanno preso parte questa settimana a una conferenza sulla sicurezza alimentare a Orlando, in Florida, hanno detto che alimenti prodotti con l’uso della nanotecnologia sono già entrati in commercio, e chiedono alle autorità statunitensi di costringere le industrie a informare adeguatamente i cittadini.

La nanotecnologia si avvale della manipolazione di materiali in scala molecolare, inferiore al diametro di un capello umano e invisibile a occhio nudo.

Le aziende che ne fanno uso sostengono che essa può accentuare il gusto e l’efficacia nutritiva dei cibi, e i responsabili sanitari statunitensi preferiscono non imporre un’etichettatura che avverta sulle proprietà dei prodotti, a meno che non ci siano evidenti rischi per la salute.

Ma le associazioni a difesa dei consumatori dicono che le incertezze sulle conseguenze che i nano-cibi possono avere sulla salute costituiscano da sole motivo di preoccupazione e giustificherebbero la presenza di cartellini informativi.

"Penso che la nanotecnologia sia la nuova ingegneria genetica. La gente semplicemente non sa che succede, e tutto cambia così velocemente", ha detto durante la conferenza Jane Kolodinsky, economista dei consumi all’Università del Vermont.

I consumatori americani sono generalmente più favorevoli ai cibi geneticamente modificati o clonati rispetto ai cittadini europei, ma Michael Hansen, scienziato della Consumer Union, afferma che i sondaggi mostrano che il 69% degli americani non si fida della carne clonata.

Nei focus group condotti dalla statunitense Food and Drug Administration, nessun genitore si è detto disponibile ad alimentare i propri bambini con carne proveniente da animali clonati o della loro progenie.

In una recente ricerca, condotta da Cbs/New York Times, il 53% degli americani ha detto che non avrebbe comprato cibi geneticamente modificati.

SCARSA CONSAPEVOLEZZA

Secondo Hansen la gente ha scarsa consapevolezza riguardo ai cibi prodotti grazie alla nanotecnologia, che secondo l’associazione consumatori Project on Emerging Nanotechnologies (Pen) entrano sul mercato a un tasso del 3-4% a settimana.

Tra i nano-prodotti di uso comune oggi possiamo trovare racchette da tennis ultraleggere e biciclette, creme solari che contengono una versione chiara di ossido di zinco e biossido di titanio, rossetti, calze, lavatrici e contenitori per i cibi.

Sulla lista di Pen ci sono tre alimenti: un marchio di olio di canola chiamato Canola Active Oil, un tè dal nome Nanotea e una bevanda dietetica al cioccolato, la Nanoceuticals Slim Shake Chocolate.

Secondo le informazioni fornite dalle aziende, pubblicate sul sito web di Pen, l’olio di canola, prodotto dalla israeliana Shemen Industries, contiene un additivo chiamato "nanodrop" che ha la funzione di condurre vitamine, minerali e fitochimici attraverso l’apparato digerente.

La barretta di cioccolato, secondo il produttore statunitense Rbc Life Sciences, viene fabbricata con "nano-cluster" sciolti nel cacao, che migliorano il gusto e i nutrienti del cacao senza dover ricorrere all’aggiunta di zucchero.

Per la produzione del tè, secondo quanto riferisce la cinese Shenzhen Become Industry & Trade Co., viene utilizzata la nano-tecnologia per "sprigionare efficacemente tutte le eccellenti essenze del tè" e migliorare di dieci volte "la funzione supplementare del selenio".

Hansen, la cui organizzazione pubblica la rivista non-profit Consumer Reports, ha detto che al momento non è previsto che i nano-prodotti vengano identificati come tali e ha chiesto maggiori regolamentazioni federali in tema di etichettatura e test.

"Il solo fatto che qualcosa sia sicura a livello macro, non significa che lo sia nelle dimensioni micro", ha detto Hansen. "Tutti gli scienziati sono d’accordo nel sostenere che le dimensioni contano".

Hansen ha aggiunto che recenti studi dimostrano che le micro particelle in alcuni casi possono invadere le cellule e compromettere il flusso sanguigno al cervello, e che alcuni tipi di nano-carbone possono essere dannosi quanto l’amianto se inalati in grandi quantità.